Giovanni Silva

(
1882
-
1957
)
Letto finora

Giovanni Silva

Fu il primo direttore dell'Osservatorio astrofisico dell'Università di Padova, inaugurato nel 1942 sull'altopiano di Asiago e dotato del maggiore telescopio riflettore d'Europa e fornito delle più moderne attrezzature scientifiche.

Giovanni Silva Giovanni Silva nacque a Legnago (Verona) il 26 marzo 1882. Compì gli studi medi a Verona e quelli universitari a Padova, dove si laureò in Matematica nel 1904.

Iscrittosi al primo anno di Fisica, dovette interrompere gli studi perché nominato assistente presso la Stazione astronomica di Carloforte, fondata qualche anno prima per lo studio delle variazioni delle latitudini.

Dopo tre anni, nel 1908, tornò a Padova quale assistente all'Istituto di geodesia dell'Università e cominciò a frequentare anche l'Osservatorio astronomico, dove allacciò i contatti con Giuseppe Lorenzoni, un grande maestro della scuola padovana di astronomia. Dopo altri tre anni, nel 1911, passò come astronomo alla Specola, collaborando da vicino con Lorenzoni e quindi, dopo il suo ritiro, con Antoniazzi che gli succedette alla guida dell'Osservatorio.

Nel 1921, avendo conseguito la maturità in due concorsi contemporanei, fu chiamato a coprire la cattedra di Geodesia dell'Università di Torino. Nel 1923, dopo il ritiro del Padre Giovanni Boccardi, gli fu anche affidata la direzione dell'Osservatorio astronomico a Pino Torinese. Ma l'incarico di direttore a Torino non durò che un paio di anni perché a Padova, dopo l’improvvisa morte di Antoniazzi nel 1925, la Facoltà unanimemente lo chiamò per sostituirlo sia nella cattedra di Astronomia sia nella Direzione dell'Osservatorio dal 1926.

Sotto la sua guida l'antica Specola padovana, benché povera di strumenti e di mezzi, raggiunse una posizione di primo piano nel campo dell'astronomia classica e della meccanica celeste. Nel 1942 quando sull'altopiano di Asiago venne inaugurato e affidato alla sua direzione l'Osservatorio astrofisico dell'Università di Padova, dotato del maggiore telescopio riflettore d'Europa e fornito delle più moderne attrezzature scientifiche. Egli stesso, fin dal 1934, aveva cominciato a lavorare ai progetti sia degli edifici sia della strumentazione.

Nel 1952 venne collocato fuori ruolo e si dedicò più liberamente agli studi ed alla ricerca. Frequentò ancora per qualche anno l'Osservatorio, per poi dedicarsi unicamente agli studi di astronomia geodetica che gli erano stati compagni di gioventù.

Oltre alla Direzione degli Osservatori di Padova e di Asiago e dell'Istituto di Geodesia dell'Università di Padova, ebbe quella della Sezione di Asiago del Centro di Astrofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Fu socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 1932, dell’Accademia delle Scienze di Padova, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, dell'Accademia di Verona, socio straniero dell'Istituto di Scienze di Coimbra, dell’Unione Astronomica Internazionale, dell'Associazione geodetica internazionale e di varie Commissioni ministeriali per il riordinamento e sviluppo delle Istituzioni astronomiche.

La sera del 13 ottobre 1957, a tarda notte, venne colto da malore e perse conoscenza; rimase fra la vita e la morte per una settimana: spirò il 20 ottobre.

A cura di Attilio Ferrari