Barbara McClintock

(
1902
-
1992
)
Letto finora

Barbara McClintock

Biologa, premio Nobel nel 1983 per la scoperta dei geni trasferibili e dei meccanismi di controllo della loro espressione.

Barbara McClintockBarbara McClintock fu una delle figure più geniali e controverse della biologia del secolo scorso. Lo studio dei cromosomi del mais la condusse alla scoperta della trasposizione genetica, che le valse il premio Nobel nel 1983.

Barbara nacque nel 1902 nel Connecticut e studiò alla Cornell University, nello stato di New York, dove si laureò nel 1925. Si dedicò alla genetica e alla citologia classiche, approfondendo la genetica vegetale e in particolare lo studio dei cromosomi del mais.

E' in questo settore che diede importanti risultati, prima mettendo a punto una tecnica di colorazione mediante la quale fu possibile rendere visibili i diversi cromosomi, e poi scoprendo e studiando i cosiddetti "cromosomi ad anello" (frammenti di cromosomi che avevano fuso le loro estremità).

E' degli anni '40 la sua scoperta più importante, la cosiddetta "trasposizione genetica": gli elementi genetici si potevano trasferire da un cromosoma all'altro in modo apparentemente coordinato. Si trattava di una scoperta di fondamentale importanza poiché metteva in discussione l'idea della genetica classica che i geni fossero le unità immutabili dell'ereditarietà. La visione del codice genetico della McClintock era invece quella di un sistema dinamico e flessibile, influenzabile dall'ambiente circostante. I lavori sulla trasposizione vennero accolti con freddezza dalla comunità scientifica e l'avvento della biologia molecolare spostò l'attenzione degli scienziati su altri problemi. Vennero riscoperti solo alla fine degli anni '70, proprio grazie alle scoperte della biologia molecolare.

Solitaria e indipendente, sempre, anche suo malgrado, ai margini della comunità scientifica, Barbara aveva una straordinaria capacità di osservazione e di comprensione della natura. Attenta ad ogni dettaglio, cercava di cogliere il significato di ogni anomalia. Per lei era necessario "prestare ascolto al materiale", cioè avvicinarsi ad esso senza modelli o immagini precostituite. La "sintonia con l'organismo", come ebbe modo di dire lei stessa, era la sua modalità di accesso alla conoscenza del mondo.

Lavorò per gran parte della sua vita a Cold Spring Harbour, nello stato di New York. Morì a Long Island nel 1992.

A cura di Federica Pozzi