Annibale Valentino Pastore

(
1868
-
1956
)
Letto finora

Annibale Valentino Pastore

Filosofo della scienza e logico sperimentale, ricoprì la cattedra di Filosofia teoretica nell’Università di Torino dal 1914 al 1939.

Annibale Valentino PastoreNato a Orbassano (Torino) nel 1868, si laureò sia in Lettere con Arturo Graf sia in Filosofia con l’hegeliano Pasquale D’Ercole. Prima supplente, poi successore di Pasquale D’Ercole, dal 1914 al 1939 ricoprì la cattedra di Filosofia teoretica nell'Università di Torino, annoverando tra i suoi allievi Ludovico Geymonat e Luigi Pareyson.

Nel 1939 fondò il laboratorio di logica sperimentale dell’Università di Torino, del quale fu direttore, ed elaborò l’indirizzo della logica del potenziamento (Logica formale dedotta dalla considerazione dei modelli meccanici, 1906; Sillogismo e proporzione, 1910). Pastore contribuì anche all'introduzione della fenomenologia e dell'esistenzialismo nel dibattito filosofico italiano (La volontà dell’assurdo. Storia e crisi dell'esistenzialismo, 1948). Tra il 1910 e il 1954, pubblicò nelle pagine della «Rivista di filosofia» (di cui era membro del comitato direttivo) una ventina di articoli. Si occupò anche di calcolo dei processi psicofisici, dello studio sensoriale delle alterazioni cutanee, di oscillazioni tattili, della causalità «relativamente al metodo sperimentale». Fu nominato direttore incaricato dell’Istituto di Psicologia sperimentale di via Po 18, succedendo a Friedrich Kiesow. Si spense a Torino nel 1956.

A cura di M.F.