Konstantin Eduardovitch Tsiolkovsky

(
1857
-
1935
)
Letto finora

Konstantin Eduardovitch Tsiolkovsky

Dalla Russia "il padre dell'astronautica" come è stato chiamato dopo la sua morte.

Konstantin Eduardovitch TsiolkovskyIl 1903 viene ricordato come l'anno del fratelli Wright. Il volo del Flayer 1, il 17 dicembre, segna la storia dell'umanità con un evento epocale. In quello stesso anno, un anonimo insegnante russo, perduto nella lontana Kaluga, pubblicava "L'esplorazione dello spazio mediante apparecchi a reazione". I fratelli Wright avevano conquistato per alcuni secondi la terza dimensione con un mezzo più pesante dell'aria, Konstantin Eduardovitch Tsiolkovsky con la forza dell'immaginazione aveva idealmente innalzato quel volo fino allo spazio profondo, ancor prima che il Flyer si staccasse da terra.

Il padre dell'astronautica, come postumo è stato chiamato, nacque il 17 settembre 1857 nel villaggio di Ijevskoe da una modesta famiglia. A 10 anni una violenta scarlattina lo ridusse alla sordità. Il mondo del giovane Konstantin cambiò, assunse connotati diversi da quello dei suoi coetanei, e, chiuso nel silenzio, iniziò l'esplorazione del suo universo. Non potendo attendere al normale iter scolastico, Tsiolkovsky iniziò il suo straordinario percorso di apprendistato da autodidatta, cominciando a saccheggiare tutti i volumi della piccola biblioteca del padre.

Nel 1873 si trasferì a Mosca per un periodo di tre anni. Ebbe modo di frequentare le biblioteche della città, dove ebbe la fortuna di incontrare il poeta Nikolai F. Fedorov che prese in simpatia quel giovane, sordo ma determinato. Presso una di queste biblioteche, l'intellettuale russo riuscì a trovare un posto di lavoro per Tsiolkovski, il quale, così, poté continuare a studiare, avendo la possibilità di accedere a tutti i testi universitari della biblioteca. Nell'ambiente moscovita iniziò a pensare ai viaggi nello spazio, e al cosmo come futura casa dell'umanità. Come molti della sua generazione, l'immaginazione di Tsiolkovski fu alimentata dai racconti di Jules Verne. Il grande scrittore, in seguito, avrebbe fatto altre illustri "vittime", a cominciare da Hermann Oberth e Wernher von Braun, due che avrebbero continuato il sogno dell'insegnante russo della Kaluga.

Nel 1876 tornò nella sua città natale, a casa del padre. Dopo aver ottenuto l'abilitazione all'insegnamento della matematica, ricoprì la carica di maestro a Borovsk, dove si stabilì dal 1880 per circa 12 anni, fino al 1892. Sposò Barbara Sokolova dalla quale ebbe quattro maschietti e tre femminucce.

Nel 1883, Tsiolkovski scisse un manoscritto, pubblicato poi nel 1956, dal titolo "Spazio libero", nel quale iniziarono a delinearsi i più importanti motivi di ricerca per l'insegnante russo, in particolare il moto in assenza di gravità. In seguito a una promozione, si trasferì a Kaluga con tutta la famiglia. Vi rimase fino alla fine dei suoi giorni.

Sebbene inizialmente poco creduto, il periodo trascorso a Kaluga servì a quello strano maestro dalle idee un po' folli a promuovere i suoi lavori, a iniziare dalla pubblicazione del 1903, la già citata "L'esplorazione dello spazio mediante apparecchi a reazione", pronta in realtà alcuni anni prima, ma sempre rifiutata perché ritenuta troppo pionieristica.

Il lavoro di Tsiolkovski era rivoluzionario; mai prima di lui si era sentito parlare di razzi a propellente liquido, di miscele fatta da ossigeno e idrogeno, di esplorazioni spaziali, raccontate con rigore tecnico e perizia. Non sarà certo l'ultimo articolo che Tsiolkovski avrà modo di scrivere, ma di certo dovranno passare molti anni prima che il governo russo si accorga di lui. Solo dopo la Rivoluzione di Ottobre Tsiolkovski poté usufruire dell'appoggio del governo e ricevere il giusto credito da parte dei colleghi più blasonati.

Nel 1918 gli fu conferito il primo riconoscimento ufficiale, entrando a far parte dell'Accademia sovietica e successivamente fu eletto membro della Società di cosmologia. Affinché potesse continuare le ricerche, gli fu elargito dal governo un sussidio annuale. I tempi, infatti, seppur lentamente stavano cambiando, e grande impressione destò nel 1923 la pubblicazione de Il razzo nello spazio interplanetario a opera di un altro, bistrattato, pioniere dell'astronautica, Hermann Oberth. Grazie al fondamentale lavoro dello scienziato tedesco, anche gli studi fino ad allora ignorati di Tsiolkovski furono rivisti e debitamente rivalutati, tanto che alla fine lo scienziato autodidatta poté contare su oltre cinquecento pubblicazioni.

Morì il 19 settembre 1935, nove anni dopo che al di là dell'oceano un solitario inventore aveva lanciato da una fattoria del Massachusetts il primo razzo a combustibile liquido della storia dell'astronautica. Il sogno di Tsiolkovski, così accuratamente illustrato nei suoi manoscritti si concretizzò in una terra lontana dalla sua per merito di Robert H. Goddard, ma quando il 21 luglio del 1969 tre astronauti americani abbandonarono la culla dell'umanità lo fecero a bordo di un razzo alimentato da una miscela di combustibile liquido. Proprio come aveva detto un tranquillo e sconosciuto maestro di matematica tanto tempo prima.

I lavori di Tsiolkovski nel campo dell'astronautica e dell'esplorazione spaziale furono di importanza straordinaria per lo sviluppo di queste discipline. Nei suoi scritti, non solo analizzò quale poteva essere il miglior combustibile per i razzi, ma ne ideo e progettò di numerosi, provando matematicamente che il volo spaziale era possibile. Si occupò di esplorazione spaziale e nel 1926 pubblicò "Un piano per l'esplorazione dello spazio" nel quale, in sedici passi, elencava la modalità che l'uomo avrebbe dovuto seguire per colonizzare lo spazio. Si iniziava con la costruzione di razzi, si passava alla creazione di stazioni spaziali intorno alla terra munite di serre per il riciclo dell'aria, si giungeva alla colonizzazione del sistema solare come trampolino di lancio verso l'intera galassia.

Accanto a quelle che possono sembrare fantasiose speculazioni, Tsiolkovski studiò e propose soluzioni per gran parte di quei sistemi che, ora, appartengono al normale background del volo spaziale: camere di compensazione, pareti doppie per proteggersi da meteoriti, camere di combustione, razzi multi stadio (Treni di razzi cosmici, 1929), stazioni spaziali.

Ma il grande scienziato si soffermò anche sugli aspetti etici e morali della conquista dello spazio, evidenziando una sensibilità non comune. Tre anni prima di morire scrisse "La filosofia Cosmica". L'uomo, per Tsiolkovski, deve studiare e comprendere l'Universo, in modo da poterlo affrontare per viverci. Questa ricerca lo porterà a raggiungere una sorta di "felicità cosmica", dove il dolore e la sofferenza sono bandite per sempre. Non è utopia. Per il padre dell'astronautica è il destino dell'uomo.

Accanto a testi tecnici sul volo spaziale, Tsiolkovski scrisse racconti di fantascienza tra i quali "Sulla Luna" (1895), "Oltre la Terra" (1920) e si occupò anche di aviazione. Il pioniere dei razzi, progettò numerosi modelli di dirigibile, pubblicando numerosi articoli a riguardo e fu il primo, in Russia, a costruire una galleria del vento per studiare quali fossero i migliori profili alari per dirigibili e aeroplani. Sei anni prima del Flyer 1.

"La terra è la culla dell'umanità, ma non si può rimanere nella culla per sempre" ( K.E. Tsiolkovsky, 1911)

A cura di Paolo Magionami