Le dottoresse sono più vicine ai pazienti
Uno studio americano pubblicato sulla rivista Journal of American Medical Association (JAMA) dimostra che le dottoresse sono più coinvolte nel dialogo con i loro pazienti e trasmettono messaggi più positivi rispetto ai colleghi maschi.
La ricerca è stata condotta dalla Scuola di salute pubblica "Bloomberg" della Johns Hopkins University analizzando i risultati di ventitré studi condotti precedentemente nel campo del rapporto emotivo medico - paziente. Attraverso sistemi statistici (ad esempio quello conosciuto come Metanalisi) è possibile combinare assieme i risultati di ricerche diverse in un'unica analisi, come se si trattasse di un solo studio.
I dati hanno mostrato che i medici di base di sesso femminile hanno un comportamento significativamente più partecipativo nei confronti dei loro pazienti. Inoltre si interessano i misura maggiore di tutti gli aspetti psicosociali del malato che hanno di fronte, e non bisogna dimenticare che la visita di una dottoressa dura, in media, il 10% in più di quella di un dottore.
Più che vietare l'accesso alle università di medicina ai maschi, la ricerca, secondo gli autori, potrà servire per analizzare meglio i vari aspetti della comunicazione tra il medico ed i suoi pazienti. "C'è molto spazio - commenta Judith Hall, co-autrice dello studio - per migliorare il modo con cui un medico, uomo o donna, dialoga con i malati". Ma le donne sembrano comunque avere una maggiore cura dei loro pazienti, una differenza che "è un prodotto della nostra società - continua Hall - ma le cose non sono immutabili".


