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Notizia del 30/03/2006

30 marzo Beniamino Franklin e l'Accademia delle Scienze

Franklin e il parafulmine Nel tricentenario della nascita di Beniamino Franklin, socio dell’ Accademia, l’Accademia delle Scienze Torino propone una tavola rotonda con i Professori Gaetano Di Modica e Sigfrido Leschiutta, che discuteranno della sua figura e delle sue opere. L'incontro si terrà giovedì 30 marzo alle ore 17.00 presso l'Accademia delle Scienze - Sala dei Mappamondi Via Accademia delle Scienze 6.

L’ Accademia delle Scienze di Torino nasce nel 1783 per volere di un Sovrano illuminato, Vittorio Amedeo III di Savoia, che, dopo un secolo travagliato di vicende legate alla situazione politica dell’epoca, decide di dare al suo Paese un centro di cultura in grado di esprimersi e corrispondere con altre Accademie sorte in Europa come logico sviluppo della Rivoluzione Scientifica del ‘600.

Nel suo motto “Veritas et Utilitas” si compendiano gli intendimenti di sviluppare ricerche anche ai fini della pubblica utilità: “recare qualche vantaggio alla comune società” si legge all’art. 3 delle Regie Patenti. Nell’800 si esprimono grandi Accademici: il grande teorico Amedeo Avogadro, l’unico italiano ad aver legato il suo nome a una costante universale, un grande sperimentatore, Ascanio Sobrero che sintetizzò per primo la nitroglicerina, di cui verificò le proprietà esplodenti e l’attività vasodilatatoria, e che fu il primo “fotochimico” italiano, utilizzando l’effetto della luce solare sull’essenza di trementina e isolandone un composto chimico ancora oggi usato nelle affezioni polmonari. E ancora non si dimentichi che il Museo Egizio, orgoglio di Torino, è nato da una costola dell’Accademia ed è tutt’ora ospitato nel Palazzo che Vittorio Amedeo le aveva assegnato nel 1873. In questo contesto si inserisce il legame con Beniamino Franklin, socio dell’Accademia.

Molte e diverse sono le componenti che costituirono e mantengono tuttora viva la fama di Beniamino Franklin. Uomo politico versatile, cittadino attento alle piccole ed alle grandi cose, ambasciatore con compiti difficili risolti con onore, elettricista sommo, ideatore di stufe economiche, scrittore prolifico quanto altri mai, importatore nella lontana America delle musiche del ‘700 veneziano, e, perché no, estimatore dei maccheroni e dei vermicelli e conoscitore delle parolacce in napoletano. Ognuna di queste sfaccettature si appoggiata su un fatto o su un aneddoto.

Ma tre sono i suoi legami con Torino e il Piemonte: la sua stufa è ancora prodotta a Castellamonte dopo due secoli e mezzo, un suo strumento musicale, l’armonica, fu da lui dedicata a Padre Beccarla, con il quale intrattenne per una ventina di anni una serrata corrispondenza scientifica, venata anche da riflessi personali tra due uomini che non si videro mai. Beniamino Franklin fu anche membro della Accademia delle Scienze di Torino.

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