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Notizia del 16/03/2009

200.000 anni in più per l'homo erectus

Nature dedica la copertina del suo ultimo numero alla scoperta fatta dai geologi della Nanjing Normal University (Cina) secondo la quale i fossili del cosiddetto Uomo di Pechino, ritrovati nelle grotte di Zhoukoudian (nei pressi della metropoli cinese) nel 1918 ed attribuiti, appunto, ad H. erectus, sono almeno 200.000 anni più antichi di quanto sino ad oggi valutato.

I ricercatori cinesi hanno utilizzato un metodo di datazione relativamente nuovo messo a punto insieme alla Pardue University (Usa), basato sul decadimento radioattivo degli isotopi di alluminio e berillio inclusi nei frammenti di quarzo. Così, se le datazioni di questi reperti su cui ci si basava sino ad oggi collocavano la specie tra i 230.000 e i 500.000 anni fa, Ora, invece, lo studio del gruppo dimostrerebbe che i fossili si collocano tra i 680.000 e i 780.000 anni fa.

Questa retrodatazione porta anche a ipotizzare che l'Uomo di Pechino potesse aver sviluppato dei comportamenti di adattamento a condizioni climatiche avverse, quali i periodi glaciali.

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