Dossier

La terapia genica

L'immunoterapia adottiva mediante modificazione genetica dei fibroblasti

Un problema che si incontra con la terapia dei tumori ex-vivo è la difficoltà di far crescere in vitro le cellule tumorali infatti, meno del 50% delle linee cellulari tumorali è in grado di crescere in colture a lungo termine. Come alternativa, in alcuni casi, sono stati modificati i fibroblasti che si adattano molto più facilmente alle condizioni della coltura.

Ad esempio il trasferimento di geni per citochine come l'IL4 o l'IL5 in fibroblasti della pelle cresciuti in coltura è alla base di alcuni tentativi terapeutici per trattare il carcinoma della mammella, quello del colon-retto, il melanoma ed il carcinoma renale. In questi casi i fibroblasti modificati con i geni delle citochine vengono mescolati a cellule tumorali irradiate e poi iniettati sottocute.

L'idea è che la secrezione localizzata di citochina da parte dei fibroblasti modificati induca una forte risposta immunitaria contro le circostanti cellule tumorali irradiate cui seguirà una risposta sistemica contro il tumore.

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