I sistemi sensoriali
Lo studio della percezione sensoriale ha dato storicamente inizio all'esplorazione dei meccanismi della mente. Trascurando dettagli importanti, si può provare a descrivere come segue l'organizzazione generale dei meccanismi della percezione.
I recettori specifici di ogni organo sensoriale (occhio, bocca, naso, orecchio e muscoli-pelle) hanno il compito di tradurre in attività neuronale, ovvero eccitazione elettrica della membrana, una specifica proprietà fisica dello stimolo. Può trattarsi della particolare composizione chimica di una sostanza, come avviene per il gusto e l'olfatto, o di una stimolazione meccanica diretta per i recettori cutanei che mediano tatto e dolore, o, ancora, dell'ampiezza e frequenza di un'onda elettromagnetica per la visione o sonora per l'udito.
Fatta eccezione per il sistema olfattivo, più primitivo, dalla periferia i segnali sensoriali passano al «talamo», un complesso di neuroni posto più o meno nel mezzo della cavità cranica; si tratta di una sorta di stazione intermedia dove in qualche modo si riorganizza il segnale dello stimolo codificato, prima che raggiunga la «corteccia cerebrale» (strato laminare posto nella parte più esterna del cervello).
La corteccia cerebrale umana è spessa 2-4 mm e ha un ruolo centrale in meccanismi mentali complessi come la memoria, la concentrazione, il pensiero, il linguaggio e la coscienza. A ciascuno dei nostri sensi (in particolare a quelli uditivo, olfattivo, visivo) è associata una specifica porzione della corteccia. Queste aree (dette «cortecce sensoriali») si dividono in due grandi famiglie: primarie e secondarie. Nelle primarie si elaborano informazioni elementari sullo stimolo, come l'intensità e la frequenza di un suono; nelle secondarie vengono immagazzinate informazioni più complesse, per esempio un intero brano musicale oppure il luogo da cui proviene un determinato suono.
Grazie anche allo studio dei ricercatori dell'Inn di Torino, oggi sappiamo che la corteccia primaria trasmette le informazioni sensoriali a quella secondaria, che a sua volta le connette alle aree del cervello legate alle emozioni e alla memoria.